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Gli ormoni tiroidei e la tiroide
2 agosto 2017
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La tiroide è una ghiandola di piccolo dimensioni situata nella parte anteriore del collo, lungo la trachea. La sua funzione è quella di assorbire lo iodio, presente in molti cibi, e convertirlo negli ormoni tetra-iodotironina o tiroxina (T4) e tri-iodotironina (T3). Le cellule della tiroide sono le uniche nel corpo in grado di poter assorbire lo iodio. Queste cellule combinano lo iodio assorbito con l’amminoacido tirosina per produrre T3 e T4. Questi due ormoni sono poi rilasciati nel flusso ematico dove sono trasportati in tutti i tessuti del corpo col compito di regolare il metabolismo cellulare.

Tutte le cellule del corpo dipendono infatti dagli ormoni tiroidei per la regolazione del loro metabolismo. Una tiroide in media produce T4 per il 90% e T3 per il restante 10%. Il T3 è la forma più attiva, poiché possiede una efficacia pari a 4 volte superiore a quella del T4. Il T4 è poi infatti convertito in T3 da una classe di enzimi presenti in altri tessuti, chiamati deiodinasi. Questa classe di enzimi è altrettanto responsabile nella regolazione del metabolismo, in una condizione di fame e di restrizione calorica infatti l’enzima responsabile della conversione di T4 in T3, in specifico la deiodinasi I, viene inibita per ottenere un abbassamento del metabolismo basale, e quindi un minor dispendio calorico.  

La produzione degli ormoni tiroidei inizia con il rilascio di TRH da parte dell’ipotalamo che stimola la produzione di TSH nella ghiandola pituitaria che a sua volta stimola la produzione di ormoni tiroidei nella tiroide. Quando gli ormoni tiroidei si abbassano di troppo è l’ipotalamo a mandare il segnale tramite il TRH di produrre TSH che stimola la tiroide a produrre più T3 e T4. Mentre se i livelli di tiroidei sono maggiori della soglia normale la ghiandola pituitaria e l’ipotalamo cessano la produzione di TSH e di TRH.

La loro utilità nel bodybuilding

T3 e T4 viaggiano nel flusso ematico per raggiungere quasi tutte le cellule nel corpo. Questi ormoni regolano la velocità con cui le cellule ed il loro metabolismo lavorano. Ad esempio, regolano il battito cardiaco e la velocità con cui l’intestino digerisce il cibo. Quindi con una quantità inferiore di ormoni tiroidei si riscontra un battito cardiaco rallentato, letargia, costipazione e aumento di peso. Mentre se i livelli di questi ormoni sono alti si riscontrano battiti accelerati, iperattività e perdita di peso. È proprio qui che trova la sua principale utilità fra i bodybuilder in preparazione, ma anche fra persone comuni e casalinghe che vogliono perdere peso in fretta.

Cominciamo col confermare e sfatare alcuni miti sull’utilizzo di questi ormoni. Primo fra i quali è il fatto che il T3 o il T4 siano pillole magiche che permettono di mangiare qualsiasi cosa senza mettere peso o grasso. Sfortunatamente è così. Dico “sfortunatamente” perché una tale credenza porta ad un abuso ed un uso improprio di queste sostanze, per non parlare dell’effetto rebound che si crea una volta interrotta la loro somministrazione. Poniamo il caso che non si stia seguendo alcun regime alimentare preciso durante il suo utilizzo, è quasi sicuro che si continui con questa abitudine una volta staccati, per poi riprendersi, ed anche con alti interessi, tutti i kg persi o non acquistati durante il loro utilizzo.

Un’altra credenza molto avanzata è quella che il loro utilizzo possa permanentemente danneggiare o sopprimere la tiroide, per poi dover assumere tiroidei a vita onde mantenere una vita normale. Questo è generalmente sbagliato. Ci sono infatti studi che mostrano come in pazienti che erano erroneamente diagnosticati come ipotiroidei abbiano assunto T3 per diversi anni, alcuni fino a 30, e come la loro tiroide sia ritornata ad uno stato di normalità nel giro di settimane. Settimane che però possono essere critiche per via dei bassi livelli di tiroidei e TSH.

 

Tiroidei e Ormone della crescita (GH)

Con l’utilizzo di GH l’attività tiroidea tende a diminuire fortemente a causa di due principali fattori. In primis, l’aumento di conversione di T4 in T3, alti livelli di T3, come precedentemente visto, causano un abbassamento dei livelli di TSH per feedback negativo. Inoltre, la somministrazione di GH provoca un aumento della somatostatina (un ormone prodotto per inibire la produzione di GH endogeno) che oltre ad avere effetti inibitori sulla produzione di GH endogeno ha anche un’azione diretta sull’inibizione di TRH e TSH.

Alcuni studi dimostrano come anche il T3 possa regolare l’espressione genica del GH (l’espressione genica è il processo per cui il GH opera i propri effetti sul corpo) dando luogo ad una sinergia per cui il T3 potrebbe amplificare gli effetti del GH.

La somministrazione di tiroidei diventa quindi necessaria con l’utilizzo di GH al fine di mantenere livelli normali di tiroidei ematici, ed è consigliata al fine di sfruttare appieno l’ormone della crescita.

 

Tiroidei e Prolattina

Quando si parla di tiroidei difficilmente ci salta in mente il nesso con la prolattina. Eppure come precedentemente illustrato in questo articolo e nell’articolo sulla ginecomastia pubblicato alcuni mesi fa, tiroidei e prolattina condividono lo stesso precursore. Il TRH, infatti, ormone prodotto dall’ipotalamo, stimola sia la produzione di TSH che di prolattina. Ciò significa che con l’utilizzo di ormoni tiroidei, per effetto di feedback negativo, si ha un abbassamento del TSH e de TRH, con conseguente diminuzione dei livelli di prolattina.

Si tratta di una nozione che si può rivelare rilevante durante l’utilizzo di farmaci che tendono ad aumentare i livelli di prolattina come nandrolone e trenbolone, poiché può evitare l’incomodo di assumere farmaci dopamino agonisti.

 

T3 e clenbuterolo

La somministrazione di ormoni tiroidei, in questo caso di T3, ha evidenziato un aumento del numero dei recettori beta-2-adrenergici nel tessuto adiposo. Come visto nei precedenti articoli, questa classe di recettori è facilmente associata al clenbuterolo, che è appunto un beta-2 agonista. La combinazione di T3 e clenbuterolo può quindi rivelarsi un’ottima strategia per aumentare la lipolisi, ma non finisce qui.

 

Le modalità d’utilizzo

Come qualsiasi altra sostanza chimica nel nostro arsenale, i tiroidei possono essere utilizzati in diversi modalità per quanto riguarda la lunghezza del ciclo, sia per fase di cutting che per quella di bulking. Ci sono alcuni che preferiscono utilizzarlo ad alti dosaggi fin dall’inizio, per poi diminuirli gradualmente alla fine, in modo da perdere più peso possibile in meno tempo possibile, ma è una pratica che tende a bruciare sia massa magra che grasso, anche sotto un ciclo di AAS. Ci sono altri che tendono ad usare un dosaggio costante per tutta la durata del ciclo, senza aumentare né diminuirne i dosaggi, una pratica altrettanto sconsigliata poiché il metabolismo tenderà a rallentare una volta soppressa la tiroide e quindi senza supplemento endogeno e con una down regolazione dei recettori tiroidei. Poi c’è la pratica a dosaggio piramidale, quindi aumentare gradualmente i dosaggi per poi diminuirli, che si è rivelata la tecnica più efficace e “sicura”.

Per quanto riguarda i quantitativi di dosaggio, non ci sono dosaggi standard per tutti, i tiroidei sono ormoni i cui effetti sono molto soggettivi. Potrete sicuramente trovare tanti protocolli a piramidale online pronti a disposizione, che sono tenuto a sconsigliarvi per il motivo appena descritto. Un ottimo metodo che consiglio per individuare il dosaggio giusto e quando aumentare le dosi, consiste nel tenere d’occhio la propria temperatura corporea con un termometro, registrarndola a riposo e registrarne i cambiamenti a seconda dei dosaggi utilizzati.

 

La “PCT” per la tiroide

Sarebbe errato parlare di PCT per l’utilizzo di ormoni tiroidei, poiché la tiroide, al contrario dell’asse ipotalamo-testicolare, ha tempi di reazione molto veloci. Può infatti diminuire la produzione di tiroidei endogeni nel giro di pochi giorni, e riprenderla altrettanto velocemente. Ovviamente un utilizzo più lungo comporta una ripresa più lunga, che non dovrebbe comunque eccedere le poche settimane. La tiroide inoltre, al contrario dei testicoli, è anche molto dose-dipendente, quindi dosaggi molto alti si traducono in soppressione elevata, esiste perciò un margine di dosaggio che non dovrebbe essere superato. Durante la fase di ripresa della tiroide, si sono rivelati d’aiuto l’integrazione di Guggulsteroni E e Z, integrazione di tirosina e integrazione di iodio nella dieta. Inoltre è consigliato assumere stimolanti come efedrina e clenbuterolo per compensare il temporaneo rallentamento del metabolismo causato dai bassi livelli di tiroidei e TSH. Mantenere una dieta pulita e praticare cardio sono anche un must durante la ripresa della ghiandola tiroidea.

Un metodo relativamente accurato per verificare se la ripresa è stata completata è controllare che la propria temperatura corporea sia tornata al livello precedente di assunzione dei tiroidei.

 

Bibliografia

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Gonzales-Serratos H et al. Effects of catecholamines and cyclic amp on excitation–contraction coupling in isolated skeletal muscle fibres of the frog. J Physiol. 1981

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2 comments

  1. Ottimo…Come sempre! Grazie Mike

  2. Bell’articolo! Avrei una domanda: la soppressione della tiroide e quindi di thr e tsh avviene già a bassi dosaggi di t4? per esempio 50mcg di eutirox?