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Come liberarsi del grasso localizzato
11 novembre 2017
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Come fare per liberarsi dell’adipe localizzato?

Gli adipociti

Le cellule adipose, o adipociti, sviluppano la loro quantità nell’età infantile fino all’adolescenza. Dopo tale stadio, il numero di cellule adipose negli umani rimane invariato fino alla morte. Le dimensioni di queste cellule possono subire enormi variazioni a seconda dell’energia sotto forma di  adipe che immagazzinano al loro interno. Ciò che rende l’adipe “localizzato”, o ostinato, come lo intendiamo noi, è il suo tempo di permanenza negli adipociti. Più a lungo rimane e più difficile diventa sbarazzarsene, non è infatti raro che chi è rimasto grassoccio dall’adolescenza lo rimane anche in età adulta in alcune zone, che come sappiamo nell’uomo sono addome e fianchi, mentre nella donna si può trattare spesso anche di cosce, glutei e la parte circostante del ginocchio, a causa della loro differenza ormonale che determina la distribuzione adiposa.

 

Questione di circolazione

Provate a toccare una zona dove risiede il vostro adipe localizzato, e poi toccate una zona dove l’adipe è quasi assente, come l’avambraccio. Riuscierete a notare una significante differenza di temperatura, dove l’ambraccio è la zona più calda, mentre la cute che ricopre il vostro addome si presenta sensibilmente più fredda. Tale differenza è determinata dalla circolazione sanguigna. Una maggiore circolazione sanguigna nella zona interessata determina un maggior rilascio di grasso da parte degli adipociti, e viceversa minor circolazione in una zona si traduce in minor rilascio di grasso da parte di quella zona, dando luogo quindi al grasso localizzato. È quindi giusto dedurre che far in modo che una maggior quantità di sangue affluisca verso la zona interessata induca un maggior rilascio di grasso e lipolisi da parte di quella zona. A tal proposito, allenamenti mirati, meglio ancora se effettuati prima del cardio, risultano essere molto efficaci se abbinati al giusto regime nutrizionale.

La scarsa circolazione nelle zone interessate, oltre ad influire sul rilascio degli acidi grassi da parte degli adipociti, rappresenta anche un ostacolo nella distribuzione delle sostanze nel flusso ematico assorbite a livello sistemico. A tal proposito sono stati sviluppati farmaci e sostanze iniettabili da poter essere amministrati direttamente nelle zone interessate che in questo modo sono soggette ad un assorbimento ben maggiore rispetto alle versioni orali o sistemiche.

 

Helios

L’Helios è una soluzione di clebuterolo (solitamente dosata 40mg/ml) e yohimbina (5mg/ml). Abbiamo visto come il clenbuterolo possa essere efficace come bruciagrassi attraverso la stimolazione agonista dei recettori beta-2 e la yohimbina con la stimolazione dei recettori alfa, conferendo una combinazione molto efficace nel far esplodere gli adipiciti e stimolarne il rilascio di trigliceridi nel sangue. Il lavoro aerobico provvede ad incrementare ulteriormente lo smaltimento di queste sostanze lipidiche migliorando anche il rapporto di colesterolo HDL/LDL. Non è strettamente necessario praticare cardio, ma è altamente consigliato per aumentarne l’efficacia.

La ragione per cui la yohimbina è stata inclusa nella soluzione risiede nella sua azione antagonista dei recettori alfa-2, impedendone il legamento con la noradrenalina, che inibisce il rilascio di acidi grassi da parte degli adipociti, rendendo quindi via libera il loro rilascio e la loro successiva ossidazione, risolvendo gran parte del problema del grasso ostinato.

Dopo circa 20-30 minuti dall’iniezione, si possono notare segni di infiammazione con la zona rossa e leggermente dolorante o fastidiosa. Si tratta di una risposta infiammatoria completamente naturale, che può spesso anche comprendere la comparsa di lividi.

 

Fosfatidilcolina

Da qualche anno è ormai in utilizzo un farmaco a base di fosfatidilcolina, un importante fosfolipide nella membrana cellulare che viene estratto dall’olio di semi di soia. Questa sostanza è in grado di influenzare il metabolismo dei trigliceridi, compreso il colesterolo, incrementandone anche la solubilità. Ciò risulta in un cambiamento della composizione dei depositi adiposi. Grazie a questo meccanismo, la fosfatidilcolina ha trovato successo nel trattamento di aterosclerosi, ipercolesterolemia, embolie lipidiche, depositi adiposi, cirrosi epatica iatrogena o alcolica.  

Negli ultimi anni è stata impiegata nell’ambito della chirurgia estetica non invasiva come lipolitico locale.

 

Adipotide

L’adipotide è un peptide in fase di sperimentazione sviluppato per il trattamento dell’obesità.

Gli studi condotti finora hanno dimostrato la sua efficacia tramite la morte delle cellule adipose, con una conseguente riduzione della massa grassa e del grasso sottocutaneo. L’adipotide è in grado di uccidere gli adipociti causandone un segnale di morte programmata, conosciuta come apoptosi, attraverso l’interruzione del flusso sanguigno dei vasi che alimentano gli adipociti. A causa dell’assenza di nutrienti ed elementi vitali per le cellule, la conseguente “fame” provocata agli adipociti provoca una temporanea atrofia, successivamente l’accumulo di elementi di scarto nella cellula provocano dei danni irreversibili che porta i mitocondri a rilasciare degli enzimi la cui funzione è attuare i processi di apoptosi, chiamati capsasi, che a loro volta attivano la trascrizione e la traduzione di sequenze genetiche che ultimamente portano al rilascio di proteine che inducono l’apoptosi.

 

Bibliografia

Spalding KL et al. Dynamics of fat cell turnover in humans. 2008 Nature

Rotwell NJ et al. Influence of clenbuterol on energy balance, thermogenesis and body composition in lean and genetically obese Zucker rats. 1987 Int J Obes

Ostojic SM Yohimbine: the effects on body composition and exercise performance in soccer players. 2006 Res Sports Med

Hexsel D et al. Phosphatidylcholine in the treatment of localized fat. 2003 J Dugs Dermatol

Barnhart KF et al. A peptidomimetic targeting white fat causes weight loss and improved insulin resistance in obese monkeys. 2011 Sci Transl Med